Territorio, salute, convivialità, conoscenza, ambiente sono i pilastri fondamentale dell’essere umano. E intanto quando si parla di futuro, di innovazione, si parla tanto di robotica, intelligenza artificiale, big data e di tutte le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0 come se le tecnologie fossero la panacea che porterà il Paese nel magico mondo dello progresso. Sono tanti gli incentivi che il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato alle imprese. Ma a noi continua a sembrare che certi modelli di innovazione pensati oltr’alpe abbiano poco a che fare con la reale situazione italiana, con la sua storia, con i suoi paesaggi, con la sua moltitudine di biodiversità che rappresentano il capitale più grande su cui investire.

Noi pensiamo che così com’è sempre stato è giunto il momento di “addomesticare” le tecnologie e di piegarle ai nostri scopi. Non ci interessano le innovazioni dall’effetto “WOW”, utili solo a riempire le pagine di giornali e le casse delle multinazionali che le producono, è il momento di capire se i nuovi vantaggi competitivi dati dalle tecnologie 4.0 possano essere utilizzati anche dal quello che è il motore della bellezza che fa grande il nostro Paese.
Noi crediamo non solo che sia il tempo di “addomesticare” le tecnologie ai nostri scopi, ma anche che la Dieta Mediterranea possa contribuire a indicare una via per generare nuove soluzioni per la complessità del nostro tempo. Per questo abbiamo lanciato una sfida al mondo degli innovatori ed alle istituzioni che si occupano di innovazione tecnologica: quella di venire qui 3 giorni per cominciare un percorso insieme, che superi la polarizzazione tra passatisti e fanatici della tecnologia per capire se insieme siamo in grado di facilitare l’accesso alle tecnologie digitali 4.0 a costi contenuti, in modo che tutti gli operatori della bellezza, veri grandi innovatori, possano pensare un futuro sostenibile, lavorando sempre più sulla qualità per l’agricoltura, il cibo e l’accoglienza.
Innovazione tecnologica non può essere è solo una bella parola sia essa “industria 4.0” o “trasformazione digitale” ma deve diventare pratica e conoscenza che ci aiuti a scegliere cosa è davvero utile per i nostri territori, cosa è davvero utile alle nostre comunità, cosa è davvero utile per la nostra felicità.
E non solo per quella di chi produce e vende tecnologie.
Con Dieta Mediterranea 4.0 intendono vestire di nuovo il concetto di Dieta Mediterranea come patrimonio dell’UNESCO allargandolo anche ad uno stile di innovazione, aprendo uno spazio laboratoriale per candidare il Cilento alla guida di un modello di innovazione autoctono che parta dalla consapevolezza che la prosperità può essere raggiunta solo in maniera collettiva, tenendo insieme impatti positivi sulle economia e felicità delle comunità, scegliendo conoscenza, convivialità e festa come dispositivi per rispondere alla complessità del presente.
La Dieta Mediterranea non è una celebrazione di stili di vita passati, ma è l’unica chance per poterci riprendere in mano il futuro.
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