Il sindaco Pd neo eletto si reca al cimitero per omaggiare
il primo cittadino ucciso: «Vittoria della lista di Angelo»

SALERNO – Nel segno di Angelo Vassallo. Alle 17.30 di ieri pomeriggio, il neo eletto sindaco di Pollica Stefano Pisani – già vice sindaco nella precedente giunta – appena avuta la certezza della vittoria elettorale, si è recato al cimitero comunale a deporre un fiore sulla tomba di Angelo Vassallo, il sindaco del Pd barbaramente assassinato lo scorso settembre in un agguato a pochi passi da casa sua. «Questa è la vittoria della lista di Angelo Vassallo— ha detto con voce emozionata Stefano Pisani — questa è la vittoria della sua visione politica e della sua battaglia per la legalità».

Una vittoria simbolica quella di Pisani che ha sconfitto il suo antagonista Domenico Marrone con una percentuale del 59.53%. «Devo dire grazie a tutti gli elettori— ha aggiunto Pisani — e sono felice di poter proseguire sul solco lasciatoci da Angelo. Ho atteso il responso delle urne nel mio studio, poi poco dopo le 17.30, appena avuta dagli amici nei seggi la certezza della vittoria, ho preso la macchina e sono andato al cimitero per comunicare la vittoria ad Angelo. In questo momento, sulla torre normanna nel porto, è di nuovo ben visibile la gigantografia del nostro caro sindaco».

Nel segno di Vassallo ma anche con delle novità. La nuova giunta Pisani promette di mantenere fermi i progetti della vecchia amministrazione ma aggiungendo qualche necessaria innovazione: «Non sono Angelo e dunque mi sembra giusto che ci siano delle differenze nell’amministrazione di Pollica — ha aggiunto ancora Pisani— ma resteremo fedeli a quello che lui voleva per la nostra comunità» . Infine Pisani fa i complimenti al suo avversario, non mancando di sottolineare la sua unica amarezza, quella di non essere riuscito a presentare una lista unitaria. «Onore al merito al nostro avversario — ha concluso il neosindaco — che ha portato avanti una campagna elettorale molto corretta ed al quale avevo proposto di unire le nostre forze e presentare una lista unitaria, ma non siamo arrivati ad un’intesa. E’ questa l’unica amarezza».

Umberto Adinolfi
17 maggio 2011

fonte: corrieredelmezzogiorno.it

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